Rendere più flessibile l’accesso alle risorse del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Feamp), senza escludere l’uso di strumenti finanziari come prestiti e garanzie, la promozione di progetti pilota tra pubblico e privato e la mitigazione delle condizioni per gli investimenti privati per la transizione energetica. È quanto si legge in un documento informale presentato dai Paesi Bassi e sostenuto da altri 15 Paesi, tra cui l’Italia, nel quale si invita la Commissione a rimuovere gli oneri amministrativi eccessivi per accedere ai finanziamenti europei nei settori della pesca e dell’acquacoltura.
L’età media della flotta europea è di 31,5 anni e l’innovazione e gli investimenti sono necessari per sostenere la flotta nella sua transizione energetica verso motori a zero emissioni di CO2, riducendo l’inquinamento e adattando la progettazione delle navi, compresi nuovi materiali per lo scafo, si legge nella nota informativa. Il sostegno in questo contesto dovrebbe essere concentrato su quei segmenti di flotta che non hanno le necessarie capacità di investimento, si sottolinea nel documento informale, che chiede in più che i limiti di capacità di pesca non siano un ostacolo alla transizione energetica dei pescherecci. L’innovazione e gli investimenti sono necessari anche per lo sviluppo di tecniche di pesca nuove e più sostenibili, affermano sedici Paesi. La flessibilità serve per sostenere l’adattamento ai cambiamenti climatici e dell’ecosistema, aiutare i giovani pescatori ad avviare le loro attività, migliorare le condizioni di lavoro e di sicurezza e sostenere meglio l’industria di trasformazione, si spiega ancora.
Il sostegno del Feamp, aggiungono i sedici, non è ancora del tutto adeguato allo scopo. Le carenze di flessibilità del Feamp sono amplificate dalle dettagliate e complesse norme di ammissibilità per gli articoli che riguardano la de-carbonizzazione della flotta peschereccia, evidenziano i Paesi che sostengono la nota di Amsterdam. Le norme circoscritte sull’ammissibilità, sottolineano, mirano a evitare effetti collaterali negativi dei regimi di aiuto, ma spesso creano oneri amministrativi eccessivi, limitando l’accesso ai fondi disponibili. Ciò rischia di impedire l’utilizzo dell’intero potenziale del fondo, ostacolando il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Ue nel settore della pesca e dell’acquacoltura.
È necessario ridurre gli oneri amministrativi: sebbene siano già state adottate diverse misure per ridurre gli oneri amministrativi nel periodo Feamp, gli obblighi di monitoraggio e di rendicontazione sono purtroppo aumentati, si legge ancora nel documento in cui si chiede alla Commissione di prendere in considerazione misure per sostenere la transizione energetica e la modernizzazione dei segmenti della flotta europea che non hanno capacità di investimento negli anni a venire.